Aggiornato: May 2012
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Chi siamo / La mediatrice linguistico culturale
 

52 Mediatrice cinese e nord africana-araba

Nei suoi servizi ed attività, la Cooperativa Crinali opera anche attraverso una figura professionale nuova: quella della mediatrice linguistico culturale, di cui Crinali ha inizialmente contribuito a definire il profilo e il percorso formativo. Secondo questo profilo, la mediatrice linguistico culturale è un'operatrice che svolge una attività di mediazione, favorendo la comunicazione e la relazione fra operatrici ed operatori italiani dei diversi servizi e della scuola da una parte, e l'utenza immigrata dall'altra. 

Quella della mediatrice linguistico culturale è una figura professionale che si connota principalmente per la sua valenza comunicativa. E quest'ultima va intesa in senso complesso: sia come comunicazione di tipo linguistico sia di tipo più profondamente relazionale. L'attività di mediazione consiste infatti nel favorire la comunicazione e la relazione fra operatrici ed operatori italiani da una parte e utenti immigrate dall'altra. Consiste perciò nel "far da ponte", nel mettere in contatto due o più persone che parlano lingue diverse e sono portatrici di culture diverse.  

57 Donne immigrate, pazienti dei centriLa mediatrice traduce dall'italiano alla propria lingua d'origine e viceversa, ma non è semplicemente una "interprete": lei stessa proviene da un'altra cultura e ne è portatrice; lei stessa ha vissuto l'esperienza migratoria e l'ha elaborata nel corso di alcuni anni vissuti in Italia. Avendo dunque interiorizzato questa doppia appartenenza, la mediatrice linguistico culturale può da una parte capire e sostenere persone che provengono dal suo stesso paese, dar loro voce e accompagnarle in un percorso di integrazione, dall'altra aiutare e guidare le operatrici e gli operatori autoctoni nello svolgimento del loro ruolo specifico, di cura o educativo, nei confronti di utenti immigrati.

58 Donne immigrateIl ruolo della mediatrice va dunque molto oltre quello della traduzione linguistica e si definisce come un ruolo essenzialmente di aiuto e di cura fondato sulla relazione interculturale.

Nel profilo messo a punto dalla Cooperativa Crinali la figura della mediatrice linguistico culturale risponde a precisi requisiti: 

  1. La mediatrice è una donna immigrata che conosce bene la propria cultura ed ha sperimentato la migrazione
  2. Ha un diploma di scuola media superiore conseguito nel paese d'origine e ha una perfetta conoscenza, parlata e scritta, della propria lingua madre
  3. Ha frequentato in Italia un corso di formazione specifico e conosce bene la lingua e le logiche culturali e istituzionali italiane.
  4. Opera nei servizi della società di accoglienza, con il compito non semplicemente di fare da interprete, ma di facilitare la relazione in situazioni che sono spesso di comunicazione a tre (utente - mediatrice - operatrice)
  5. Esercita continuamente una capacità di decentramento del proprio punto di vista, per mettersi in una posizione di equidistanza fra operatrice italiana e utente immigrata: non è partigiana né dell'una né dell'altra e in questo modo rende possibile una relazione rispettosa della soggettività di entrambe
  6. Dal punto di vista etico la mediatrice linguistico culturale è legata al segreto professionale e si impegna a rispettare un preciso codice deontologico che la guida nei suoi comportamenti con l'utenza, con il servizio e gli operatori, con le colleghe mediatrici.

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Quella della mediatrice linguistico culturale è dunque una professione di aiuto e di cura:

  • in primo luogo nei confronti delle donne immigrate: ne facilita l'accesso ai servizi; rende loro possibile comunicare i propri bisogni, comprendere le logiche delle istituzioni italiane, capire i comportamenti degli operatori, orientarsi nello spazio urbano
  • in secondo luogo nei confronti delle operatrici italiane: permette loro di esercitare in modo efficace il proprio ruolo, capendo le richieste e i comportamenti delle utenti e facendo loro capire indicazioni e prescrizioni.