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Area
socio-sanitaria e psicologica
Migrare, far nascere e crescere i figli in una società
diversa da quella di origine sono scelte coraggiose e difficili. Per
la madre, la gravidanza può rappresentare un periodo di vulnerabilità
psicofisica e di insicurezza; per il padre
il processo di filiazione è difficile poiché l'assunzione
di compiti e ruoli diversi da quelli della famiglia allargata tradizionale
mette in crisi la sua identità; i figli si trovano
ad essere più vulnerabili, soprattutto in tre momenti delicati:
il primo anno di vita, l'impatto con la scuola, l'adolescenza.
Le famiglie migranti in difficoltà hanno spesso bisogno di una
presa in carico che tenga conto della dimensione culturale della
sofferenza psichica e dei disagi relazionali.
Inoltre, di fronte a momenti delicati, come quelli di una gravidanza
o di una malattia, bisogna tenere conto del fatto che ogni cultura ha
rappresentazioni diverse della salute e della malattia e ha proprie
modalità di cura. Sono, questi, riferimenti che continuano ad
essere attivi e che i migranti utilizzano per codificare ed esprimere
il proprio malessere psicofisico, quasi sempre intrecciato alla loro
storia migratoria.
La nuova utenza straniera pone dunque ai servizi
socio-sanitari problemi nuovi connessi con la diversità
dei modelli culturali rispetto ai concetti di salute, malattia,
benessere o disagio psicologico. In particolare, la fascia costituita
dalle donne, molte delle quali giunte in Italia in
seguito a ricongiungimenti famigliari, e dai loro bambini,
richiede attenzioni nuove da parte delle strutture più direttamente
interessate: oltre alla scuola, i reparti di ostetricia e ginecologia
delle Aziende Ospedaliere e le strutture ambulatoriali specialistiche
e consultoriali ad essi circostanti.
In queste situazioni, le difficoltà di comunicazione
e di comprensione creano spesso disagio, non solo all'utenza,
ma anche alle operatrici/operatori dei servizi, che
trovano difficoltà a svolgere il proprio ruolo
in modo efficace ed appropriato.
Da qui nasce l'esigenza di sviluppare attività di aggiornamento
e formazione che mettano il personale ospedaliero e dei servizi territoriali
in condizioni di fornire risposte adeguate alle esigenze della nuova
utenza immigrata, permettendo nello stesso tempo di massimizzarne l'efficacia.
La Cooperativa Crinali propone interventi formativi che
possono essere diversamente articolati in base alle diverse esigenze.
Le proposte si ispirano al modello teorico dell'etnopsicanalisi messo
a punto da Marie Rose Moro, responsabile del Dipartimento di psicopatologia
del bambino e della famiglia dell'Ospedale universitario "Avicenne"
di Bobigny ( Parigi XIII). Questo modello prevede un approccio e delle
metodologie di cura che tengono conto delle specificità sopra
accennate e può essere efficace nei casi in cui la sofferenza
sia legata al trauma migratorio e/o a componenti culturali.
Destinatari
L'etnopsicanalisi e la clinica transculturale possono
essere utilizzate sia da psicologi e psichiatri
per trattare disturbi di tipo psichico, sia da altri operatori
del campo sanitario e sociale: medici, infermieri,
ostetriche, assistenti sociali, assistenti sanitari, che sempre
più, nella loro pratica quotidiana, si trovano a gestire la complessa
relazione con pazienti provenienti da altre culture.
Le proposte di formazione si rivolgono in particolare ad operatrici
ed operatori che, nel loro lavoro, hanno a che fare con le donne
immigrate e le loro famiglie, nei momenti della gravidanza,
del parto, del primo anno di vita del bambino e di fronte alle difficoltà
psicologiche e relazionali che possono sorgere all'interno della coppia
o della famiglia.
Metodologia
Le modalità formative previste sono di
tipo interattivo, basato cioè, oltre che su momenti
teorici, sul coinvolgimento dei partecipanti all'interno
del gruppo di formazione e sul reciproco scambio
di riflessioni ed esperienze.
Più in particolare il metodo può di volta in volta prevedere:
Comunicazioni teoriche
Esercitazioni e lavori di gruppo
Presentazione e analisi di esperienze
Analisi e discussione di casi clinici
Docenti
Le docenti sono formatrici professioniste
e fanno parte della Cooperativa Crinali.
Negli ultimi anni la Cooperativa ha tenuto corsi di formazione sulle
problematiche sanitarie e psicosociali delle donne e delle famiglie
immigrate, in vari ospedali e consultori della Lombardia, a gruppi di
operatrici/operatori dei reparti di ostetricia e ginecologia, di pediatria,
di psichiatria, dell'ufficio relazioni con il pubblico e di altri servizi
sociosanitari, in un'ottica di conoscenza e rispetto della differenza
culturale e di lavoro di rete dentro e fuori l'ospedale.
In particolare le docenti sono:
Psicologhe, psicoterapeute, formatrici;
Ginecologhe, ostetriche;
Mediatrici linguistico-culturali;
Assistenti sociali.
Tutte hanno esperienza pluriennale in mediazione culturale,
clinica transculturale, prevenzione, cura e assistenza alle donne e
ai minori.
In alcune giornate è prevista la co-docenza,
cioè la compresenza di una formatrice con una professionista
specifica (antropologa, mediatrice culturale, ostetrica, assistente
sociale
) a seconda dell' esperienza richiesta.
La Cooperativa Crinali è accreditata presso il Ministero della
Salute come ente erogatore di corsi validi per ECM.
Moduli proposti
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